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Nel corso del Consiglio Comunale del 28/07/2010, la maggioranza di centro destra di Dompè ha approvato un Atto con il quale ha chiuso le convenzioni ancora in essere “Quartiere Affari” e “San Francesco”, con il voto contrario di tutta l’opposizione. La nostra contrarietà non sta nel fatto di chiudere le convenzioni che avevano terminato i loro effetti l’anno scorso, con il termine del Residence vicino alle Torri Lombarde, ma nei tanti vantaggi “regalati” da Dompè ad Asio srl, subentrata dopo la vendita di Eni del suo patrimonio in San Donato, e nei tanti svantaggi a carico della collettività.
- Asio srl non dovrà più realizzare e manutentore un parco da 45.000mq che era previsto nel comparto: della manutenzione non fatta nel Parco, passata e futura, non c’è traccia nell’Atto approvato.
- I cittadini di San Donato non avranno più un parco di 45.000 mq, grande quasi come la Campagnetta di Via di Vittorio: si perde anche la possibilità data dalla Legge Regionale di “spostare” il parco previsto nell’Area San Francesco nella Campagnetta, dato che non si realizzerà più nulla.
- La metà del parco non realizzato viene monetizzata a favore del Comune, mentre l’altra metà è stata “scambiata” nell'ambito San Francesco "per fare - dice Dompè - un parcheggio al di là della stazione FS di San Donato": il Comune dovrà trovare i soldi per costruire il parcheggio, non riceverà più il corrispettivo ICI e dovrà fare la manutenzione per questo terreno. Visti gli sviluppi edilizi di quest’area, bastava inserire questo punto nella trattativa con l’operatore e farsi cedere gratis un parcheggio già realizzato. Che affare questo scambio …
- Area San Francesco viene svincolata e nel futuro l’operatore edilizio avrà “carta bianca”: quest’area doveva essere un’occasione di sviluppo, consentendo anche la realizzazione di aree verdi, invece diventerà un’occasione di speculazione edilizia. A conferma di ciò, Dompè ha affermato di non escludere che in quell’area si potranno installare delle imprese di logistica e autotrasporti, con alti impatti ambientali per il territorio e un basso livello qualitativo degli interventi. Si sta svendendo il nostro patrimonio, il nostro territorio.
Nell’Atto, inoltre, Dompè ha inserito l’acquisizione a titolo oneroso (quindi non gratis) di un terreno al di fuori del comparto San Francesco, ubicato fra Cascina Monticello e il Lambro, per fare, dice, le case per i giovani: il Comune, che è alla disperata ricerca di soldi, quando avrà i soldi per costruire? le case per i giovani vengono realizzate fra il Lambro, il Canile e i Laboratori? Se il Comune ha comunque pagato (e non poco per la posizione) quest’area, non poteva “acquisirla” con un Atto diverso da quello della chiusura della Convenzione San Francesco?
Non si poteva inoltre inserire la discussione di tutto l’Atto del San Francesco all’interno del Piano di Governo del Territorio, in modo da avere una visione di insieme della città, coinvolgendo i cittadini nella pianificazione?
Viene da chiedersi dove sia il potere e la capacità di trattativa di un Amministratore pubblico nei confronti di questi grandi speculatori edilizi?
Il Comune porta a casa meno di quello che avrebbe potuto, ma a Dompè bastano “pochi e maledetti” soldi …
Andrea Pasqualini Consigliere Comunale e segretario cittadino, PD San Donato |
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Nel corso del Consiglio Comunale del 28/07/2010, la maggioranza di centro destra di Dompè ha approvato la Convenzione Carta e Valori nel quartiere Certosa di San Donato, con il voto contrario di tutta l’opposizione.
In allegato il testo di un nostro emendamento inerente la Convenzione Carta e Valori nel quartiere Certosa di San Donato, presentato nel corso del Consiglio.
Nell’emendamento si constatava che “grazie” alla Legge Regionale n. 13/2009 (Piano Casa di Berlusconi), e “grazie” a quanto ha approvato l’Amministrazione Dompè con la delibera n. 35/2009 del Consiglio Comunale di San Donato Milanese, il proprietario dell’area “ex Carte Valori” potrà realizzare una volumetria pari a circa 25.000 mc, invece dei circa 10.000 mc previsti dal vigente PRG.
Questa volumetria, oltre ad incrementare il peso insediativo del Quartiere Certosa, senza prevedere edilizia convenzionata per i giovani sandonatesi che la precedente bozza di PII su quest’area prevedeva, crea nuove esigenze di servizi e contemporaneamente rende impossibile reperire in loco lo standard (verde) necessario.
Dei 6.500 mq circa di area verde che l’operatore doveva realizzare, infatti, la Convenzione proposta da Dompè prevede di realizzarne solo 300mq, mentre i rimanenti 6.200 mq vengono monetizzati (circa € 1.200.000) e vengono versati nelle casse del Comune.
Per queste motivazioni il PD, insieme ai Verdi e a Noi per la Città, aveva presentato un emendamento che prevedeva di utilizzare almeno l’80% di queste somme per la riqualificazione di alcune aree pubbliche del quartiere Certosa, tali da consentire una maggiore fruibilità da parte della popolazione residente e una maggiore sicurezza (vedasi Piazza Tevere) e l’opportunità della realizzazione di nuovi punti di aggregazione e di ulteriori aree verdi.
La maggioranza di Centro Destra ha votato compatta per un no, sorda alle istanze del quartiere di Certosa, da noi portate in Consiglio Comunale.
Dove andranno i soldi che dovevano essere investiti per Certosa e per una sua riqualificazione? Ancora una volta Dompè preferisce al verde pubblico i soldi, che poi spesso vengono “bruciati” per coprire la spesa corrente.
Un’ultima nota: insieme a Rifondazione, il Partito Democratico aveva anche chiesto di rinviare la trattazione dell’argomento a un prossimo Consiglio Comunale, per ripensare i tanti punti critici della Convenzione che Dompè voleva approvare, per informare i cittadini del progetto e per permettere un coinvolgimento attivo e propositivo del quartiere di Certosa.
Nulla di tutto ciò: ancora una volta la maggioranza ha votato per un no.
Altro che la tanto sbandierata “trasparenza nella gestione” del Programma di Dompè…
Andrea Pasqualini
PD San Donato |
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Lettera ai cittadini sandonatesi
La nuova Bretella Paullese – Via Emilia: a chi giova?
Sicuramente all’Ospedale; inoltre, alcuni sostengono, anche ai cittadini di Via Morandi e Maritano e a quelli di Via Martiri di Cefalonia, che vedrebbero una diminuzione del traffico. Ma è proprio così?
Sull’Ospedale non ci sono dubbi, sul resto…. Il “progetto bretella” è costituito tecnicamente dalla costruzione di due tratte: una prima tratta che collegherebbe la rotonda sulla Paullese che porta all’Idroscalo con il Cimitero di Monticello e una seconda tratta che partirebbe da Monticello per confluire nella Via Emilia, costeggiando l’attuale Canale Scolmatore (che corre dietro le Vie Leopardi, Pascoli, Mattei e Largo Volontari del Sangue). Vi invitiamo a guardare alla futura Bretella andando oltre San Donato, osservando che collegherebbe la Via Emilia con la rotonda della Paullese, dalla quale si imbocca l’arteria diretta all’Idroscalo, all’Aeroporto, alla S.P. Rivoltana e alla S.P. Cassanese. La Bretella sarà, quindi, la via più comoda per andare verso sud da queste congestionate strade provinciali, comoda alternativa alle Tangenziali attuali e, soprattutto, alla TEM, futura Tangenziale esterna che, partendo da Melegnano collegherà le autostrade A4 e A1: non a caso sarà una strada di valenza Provinciale! E’ nostra convinzione che quest’opera potrebbe essere veramente destinata principalmente al traffico locale solo se verrà realizzata esclusivamente nella sua prima parte e cioè collegando la Paullese al Cimitero di Monticello. Solo in questo modo infatti non sarà un’alternativa all’utilizzo delle due Tangenziali e soprattutto non rischierà di essere un rimedio inutile, se non peggiorativo, per gli abitanti delle Vie Morandi, Maritano, Gramsci, Europa, Martiri di Cefalonia. Realizzare anche il secondo tratto della Bretella sarà un rimedio inutile, perché l’attuale traffico è dovuto alle migliaia di addetti che lavorano nei vari uffici, enti, imprese, ecc…, di San Donato, che per la maggior parte risiedono fuori città e che continueranno ad attraversare la nostra città, Via Morandi e Via Martiri di Cefalonia comprese. Sarà, inoltre, peggiorativo, basti pensare a cosa succede già ora quando la Via Emilia è particolarmente intasata, nelle ore di punta all’entrata e all’uscita dagli uffici. Succede che chi deve andare verso San Giuliano e Melegnano (non tutti devono andare a prendere la Paullese!), soprattutto se lavora in San Donato e deve uscire dalla nostra città, sfrutta ancora di più le vie interne sopracitate per defluire da Monticello verso Carpianello o il Viale della Repubblica di San Giuliano (per intenderci quello che porta alle Cupole e al Carrefour) e riprendere la Via Emilia più a Sud. A queste criticità, aggiungiamo il fatto che la bretella si allaccerà alla Via Emilia nello spazio tra l’Hotel Delta e il Mulino, creando ulteriore congestionamento a ridosso della nostra rotonda di Certosa- Morandi! Si, perché la bretella non è destinata ad uscire quasi all’altezza dell’attuale semaforo di Borgolombardo come continua a farci vedere il Sindaco Dompè nelle illustrazioni del progetto! Questa ipotesi è già stata bocciata in partenza dal Comune di San Giuliano che non ha nessuna intenzione di rinunciare ad una fetta sostanziosa del proprio Parco (vedi cartina allegata – proposta più favorevole a San Giuliano evidenziata in verde, riportata dalla Provincia anche nella legenda che indica i colori delle strade). Ci chiediamo se prima di pensare e progettare quest’opera sia stato fatto uno studio approfondito del traffico a livello sovra comunale e un’analisi dei flussi, se siano stati coinvolti i cittadini e se siano state previste opere di mitigazione degli impatti e opere compensative per San Donato e per chi risiede in zona. O succederà che ci ritroveremo a richiedere a posteriori, unavolta già costruita la strada, delle barriere antirumore che verranno sempre rinviate al bilancio successivo, come sta accadendo ora per la Paullese? Visto che si intende intervenire sull’area, immaginiamo che il Sindaco possa dare ai cittadini della zona notizie certe anche sulla copertura del Canale Scolmatore che è una fogna a cielo aperto, oppure no? Altra conseguenza sarà l’impossibilità di mantenere il collegamento tra San Donato e il Parco Nord di San Giuliano ora possibile grazie all’accesso di Via Mattei: molti sandonatesi, e non solo i residenti della zona, usufruiscono del Parco di San Giuliano. Questa frattura tra il territorio di San Giuliano e San Donato, rappresentato dalla seconda tratta della bretella, rischia di rendere inutilizzabile la prevista pista ciclabile di collegamento San Donato - San Giuliano, progettata e già finanziata, anche con un contributo dalla Provincia (già parzialmente realizzata la parte di San Giuliano) nonché di azzerare ogni progetto di Parco fra S. Donato e S. Giuliano nella zona Via Maritano-Via Leopardi-Via Monticello! Prima il Comune non era proprietario dei terreni, ora invece che l’Eni intende cedere al Comune, per giunta a caro prezzo, queste aree non edificabili perché situate in territorio di Parco Agricolo Sud Milano e sotto il cono aereo, a compensazione della mancanza di standard (verde) nell’area in cui si realizzerà il VI Palazzo Uffici, perché non realizziamo finalmente quel Parco di Confine auspicato da anni? Noi pensiamo, quindi, che quest’opera potrà garantire una migliore viabilità locale, un minor impatto per tutta la città e una maggiore tutela dell’ambiente se verrà realizzata soltanto nel primo tratto: dalla Paullese a Monticello. Pensiamo, inoltre, che il Comune abbia il dovere se acquisirà queste nuove aree a verde, di destinarle alla realizzazione di un Parco pubblico Comunale. Intendiamo ascoltare i cittadini e lavorare con loro per trovare la soluzione migliore per la città: per maggiori informazioni visitate il nostro sito www.sdm.pdmilano.net
Partito Democratico – Circolo di San Donato Milanese Via Della Libertà, 60 - 20097 San Donato Milanese Tel. 02-5271033 – C.F. 97490790157
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Comunicato stampa del Circolo PD:
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